Viabilità: il pericolo corre sul Ra.to., nella zona di San Liberato il maggior numero di incidenti

Raccordo pericoloso. Non è una novità, ma l’impennata subìta dagli incidenti nell’ultimo periodo, nel tratto che va dall’uscita per San Liberato a quella per il lago artificiale gestito dalla Acea, fa scattare un campanello d’allarme che non va ignorato. Il tratto incriminato interessa la corsia interna, quella che va in direzione di Orte. Ed a confermare che quel nastro di asfalto ultimamente sia diventato peggio di una pista di un “autoscontro” sono i segni inequivocabili presenti sul muro di cemento che divide la carreggiata e sul gardarail. La barriera metallica è accartocciata in più punti e lungo la banchina di destra per un lungo tratto si possono notare i “resti” di parafanghi, cerchioni, specchietti ed altri pezzi di carrozzeria. Un chilometro di strada che negli ultimi mesi, in modo particolare quando è piovuto, si sono verificati decine di incidenti, taluni di una certa gravità con le persone coinvolte che hanno riportato traumi e ferite. Il sospetto che l’asfalto usato per ripavimentare la corsia sud del raccordo abbia delle caratteristiche particolari che mal si conciliano con la pioggia sembra essere tutt’altro che peregrino. “Sono uno dei tanti automobilisti che ha avuto un incidente in quel tratto del raccordo – racconta un medico romano che lavora all’ospedale di Terni -. Era di mattina verso le 7 e stavo andando a Roma a bordo della mia Yaris; pioveva un po’ e l’asfalto era bagnato; io viaggiavo a una velocità normale quando arrivato superata la semicurva che c’è prima della discesa ho sentito la macchina imbarcarsi, come se avesse scivolato su una lastra di ghiaccio. Ho tentato di riprenderla ma non c’è stato niente da fare: prima sono andato addosso al ‘new-jersey’, poi mi sono capovolto e mi sono ritrovato nel fossato che costeggia il raccordo; la machina era da buttare ed io oltre alla paura me la sono cacavata con delle contusioni. E’ stato tutto rapidissimo ed ancora oggi mi chiedo come possa essere successo. Senza considerare che montavo delle gomme termiche e quindi ancora più adatte a terreni sdrucciolevoli”. La gente che abita a San Liberato non nasconde la propria preoccupazione: “prima o poi può accadere che qualcuno dei mezzi coinvolti ‘salti’ di qua dal gardrail e finisca dentro i giardini delle nostre case. Ma al di la di questo è necessario ricordare che ogni qualvolta succede un incidente in direzione sud, il raccordo si paralizza e il traffico viene deviato dentro al nostro paese, con tutte le conseguenze che questo può determinare”. L’asfalto posato di recente sul raccordo sembra essere di tipo “drenante” ma a giudicare dall’elevato numero di incidenti che si verificano, pare che a contatto con l’acqua quel tipo di asfalto si trasformi in una saponetta. Ci vorrà insomma un intervento dell’Anas per capire meglio come possa accadere tutto ciò.